Abilitati al sostegno

Da pochi minuti è stata pubblicata dal Tar Lazio la sentenza n°1178 del 28 gennaio 2021, a favore degli specializzati sul sostegno in Romania, che condanna il MIUR, e conferma l’ormai consolidato orientamento!
Il ricorso presentato, verteva sul rigetto dell’istanza dei ricorrenti in possesso del titolo di specializzazione acquisito in Romania, ritenendo che:” tale insegnamento rientra in Romania nell’ambito dell’educazione speciale, in apposite scuole speciali, e non nelle classi comuni come avviene in Italia; Non vi è pertanto corrispondenza con l’ordinamento scolastico italiano che prevede che gli alunni con bisogni educativi speciali studino nelle classi comuni con il supporto dell’insegnante di sostegno; e nella parte in cui ritiene “Si precisa a tal proposito che nell’ordinamento scolastico italiano il sostegno è una specializzazione che si può ottenere solo in seguito all’acquisizione di un’abitazione in una specifica disciplina”, in violazione di principi comunitari e giurisprudenziali espressi dalla Corte di Giustizia Europea”.
I ricorrenti impugnavano gli atti con cui il Ministero dell’Istruzione si esprimeva negativamente sul riconoscimento della specializzazione sul sostegno conseguita in Romania, ritenendo illegittime e determinazioni con cui erano stati esclusi dalle procedure concorsuali riservate ai docenti, chiedendone pertanto, non solo l’annullamento delle preclusioni, ma anche il riconoscimento del titolo.
Il Collegio pronunciandosi ha ritenuto di dover aderire, ai sensi dell’art. 74 c.p.a., ai contenuti delle sentenze nn. 1198/2020 e 2495/2020 del Consiglio di Stato, come peraltro già effettuato recentemente con altre pronunce rese in tal senso (cfr. Tar Lazio, Sez. Terza Bis, ex multis, nn. 4709/2020 e 4772/2020).Dalle motivazioni dei provvedimenti in parola, in particolare, si evince come una volta che sia incontestato il possesso della laurea conseguita in Italia e dell’abilitazione all’insegnamento conseguita in Romania il diniego alla richiesta di riconoscimento non pare potersi effettuare posto che si porrebbe “in contrasto con i principi e le norme di origine sovranazionale, i quali impongono di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti”, a condizione che “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno” (cfr. ex multis, C.G.U.E. n. 675 del 2018).
In altri termini, una volta prodotta la documentazione che attesta il conseguito diritto all’insegnamento nel sistema scolastico preuniversitario romeno, c.d. “Adeverintia”, non può negarsene il riconoscimento nell’ordinamento nazionale, in qualità di Paese membro dell’Unione Europea.
La ratio è la verifica della sussistenza dei requisiti per il riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento di sostegno conseguita in Romania, e non l’analisi sul livello di integrazione tra i due Paesi nell’erogazione del servizio pubblico in argomento,bensì dalla valutazione delle competenze complessivamente conseguite, in ossequio al d.lgs. n. 206/2007, agli artt. 11 e 13 della direttiva 2005/36/CE, così come modificata dalla direttiva 2013/55/CE ed ai richiamati precedenti della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

 

Join the discussion 6 Comments

  • roberto altobelli ha detto:

    Gradirei informazioni e stima dei costi per l’abilitazione al sostegno per la scuola secondaria

    • Manuel ha detto:

      Gentile Roberto,
      La ringraziamo per averci contattato, le abbiamo appena inviato una mail con il riepilogo dei documenti necessari e dei costi del percorso.
      Restiamo a disposizione per qualsiasi domanda.
      saluti
      Manuel

  • Arianna Marotta ha detto:

    Potrei anch’io ricevere notizie in merito ? Graxje

  • Dario D Amico ha detto:

    Io e mia moglie vorremmo iscriverci al tfa: quali i costi? Quando l’inizio della prossima sessione? La sessione sarà interamente on-Line? Dobbiamo venire in Romania?

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